Last morning train to London

By Emma Saponaro & Adam Bishop

Brighton Central waiting room, the man sat opposite me with a bag. ‘Hmm, nice. He shops at Zara’, I thought. He must have had quite a morning’s shopping and was sweating profusely. His look was tantalizingly lost in a vacuum except for fleeting moments in which his eyes darted to me. I supposed he found me attractive.
“Are you headed for London too?”, I asked.
The man didn’t reply and so I asked him again.
“Are you headed for London?”
This time he turned towards me and answered with a simple “Yes”.
I insisted.
“What are you gonna do in London? Business or pleasure?”
He seemed annoyed at this point. But he replied anyhow.
“I’m going with my wife”.
I knew it was an excuse because I couldn’t see his wife anywhere around.
“Don’t worry. It’s not a problem if you’re married or not.’
I expected the man to relax and maybe smile but instead he froze, clenching his jaw.

“The 10.15 Express for London is now leaving from platform 4, The 10.15 Express for London is now leaving from platform 4.”

I looked at him and he looked at me. While we were getting to our feet I noticed he was struggling to lift the bag.
“Let me help you with your shopping”,  I said, as I reached for the bag.
He pulled back, surely out of politeness, I thought.
Grabbing a handle, I yanked it out of his grasp but, heavier than I had imagined the contents spilled out onto the floor.
“Now, you’ve met my wife”, he announced solemnly.

Foto tratta dal web

Traslation

Ultimo treno della mattina per Verona

 Sala d’attesa della Stazione di Trento, un uomo è seduto di fronte a me con una borsa. ‘Hmm, ottimo. Gli piace fare shopping da Zara’, penso. Deve aver fatto molti acquisti, è molto accaldato. Il suo sguardo è stuzzicante e perso nel vuoto tranne per alcuni momenti sfuggenti dove i suoi occhi sfrecciano verso me. Suppongo che mi trovi attraente.
“È diretto anche lei a Verona?”, gli domando.
L’uomo non risponde, così chiedo di nuovo.
“È diretto a Verona?”
A questo punto, si volta verso di me e risponde con un semplice “Sì”.
Insisto.
“Per quale motivo si reca a Verona? Lavoro o piacere?”
Sembra infastidito, ora; però risponde comunque.
“Sto andando con mia moglie”
Sicuramente è una scusa, perché non la vedo da nessuna parte.
“Non si preoccupi. Non è un problema se lei è sposato o meno.”
Spero, in tal modo, che ora finalmente possa rilassarsi e magari sorridere anche un po’. Invece no, si sta irrigidendo, a tal punto da contrarre visibilmente la mascella.

L’espresso delle 10.15 per Verona è in partenza dal binario 4. L’espresso delle 10.15 per Verona è in partenza dal binario 4.

Io guardo lui e lui ricambia. Mentre ci stiamo alzando, noto che è in difficoltà a sollevare la borsa.
“Lasci che l’aiuti con i suoi acquisti”,  dico mentre tendo la mano per afferrare la borsa, ma l’uomo la ritrae verso di sé. Strano gesto, ma che denota una certa riservatezza. Così insisto e afferro un manico per sottrarlo dalla sua presa. La borsa è più pesante di quanto immaginassi, così il contenuto si rovescia a terra.
“Ora hai conosciuto mia moglie”, mi annuncia solennemente.

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4 pensieri su “Last morning train to London”

  1. Casomai lo abbiamo scritto a QUATTRO mani (ammetto che ultimamente BA sta dando troppi numeri: 42, 1024, 256, 666, 90; forse sarebbe il caso di giocarseli ^__*
    L’ho scritto insieme ad Adam Bishop. He’s my English teacher and is from London

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