Ricordi stampati

tratto dal blog viadellebelledonne di wordpress
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Davanti a quella scelta, Lisa sentiva mancarle l’aria. La testa era pesante e il cuore batteva forte come un tamburo. Aveva sempre avuto una spiccata curiosità culturale e sapeva bene quale strada avrebbe voluto intraprendere, ma era giunto il momento di dire sì o no, senza possibilità di ripensamento.

Le persone a lei di fronte sapevano tutto, aspettavano solo che lei prendesse consapevolezza. I loro sguardi non mostravano impazienza per la prolungata esitazione, anzi, infondevano serenità, tanto che Lisa cominciò a sentirsi parte di un’altra dimensione. Il suo respiro rallentò, l’ansia svanì e tutto iniziò a prendere forma. In un momento, tutto il ricordo della sua vita. Era lì per apprendere da quella gente meravigliosa, conosciuta per merito di un libro sui misteri degli aborigeni, ricevuto in regalo dal padre tanti anni fa, prima che morisse. Anche se ancora non sapeva che avrebbe sconvolto la sua esistenza, quel libro era tutto per Lisa, eppure lo perse nel trasloco che la vide sposa.

Nel severo entroterra australiano, si trovava sola, eppure in armonia e senza timore. Comprendendo meglio il suo disagio, si sfilò scarpe e vestiti, pulì le labbra dal rossetto, tolse gioielli e gettò tutto nel fuoco. Guardando bruciare la superfluità, si commosse: stava celebrando l’addio a un mondo ora distante, pronta ad aprire gradatamente la mente alla verità, imparando a convivere in semplicità con la natura e con se stessa, non dimenticando mai quel libro stampato ormai nel suo cuore.

by Emma Saponaro

Miniracconto scritto in soli 1500 caratteri per l’antologia Parole per strada “Il libro perduto”. Ringrazio l’associazione  Il furore dei libri

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4 pensieri riguardo “Ricordi stampati”

  1. Immagino fosse “le vie dei canti” o forse no. E’ un libro che mi ha coinvolta particolarmente… come la protagonista di questo tuo racconto.
    Spero e ti auguro che sia letto da molte persone!
    Un abbraccio
    Stefania (Johakim)

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  2. Ciao Stefania!
    In un’epoca in cui i falsi valori tentano, con prepotenza, di imporsi, in un’epoca in cui la frenesia è orientata a rincorrere irrazionalmente inutili lussi, in questa epoca cresce sempre di più il bisogno di introspezione, o spiritualità – secondo la filosofia o la fede che si segue -, per conoscere gli altri ma anche, e purtroppo, se stessi. E questo avviene perchè ormai non siamo padroni neanche di noi stessi, troppo intenti a inseguire false chimere.

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  3. Oh, finalmente sei tornata. Avevi anche tu bisogno di sbarazzarti di una superfluità. 😉 Per certi aspetti il racconto mi ha ricordato gli ideali di avventura e libertà tanto mitizzati da Jack London. Perché qui è la libertà che si cerca, lasciandosi alle spalle il superfluo che il mondo occidentale ha partorito a nostro uso e consumo consumandoci l’anima dall’interno.

    Sei sempre brava. Sapevo saresti tornata più in forma che mai.

    bacio

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