Archivi categoria: Citazioni

La Signora del Teatro – Omaggio a Mariangela Melato

Neanche tre anni fa ho avuto la possibilità di andarla a vedere al Teatro Valle.
Ero stanchissima, quel giorno, ma il suo richiamo era stato più forte. Non potevo farmi sfuggire quella occasione. Andai.
Interpretava Il Dolore, di Marguerite Duras. Un monologo di due ore che durò l’attimo di due respiri, uno di attesa e l’altro di dolore.
Mi commossi. Riuscì lei a farmi commuovere, a trascinarmi sul palcoscenico per farmi entrare nella realtà che stava rappresentando.
Al termine, le mie amiche ed io uscimmo dal teatro sconvolte,  in silenzio.
Ci fu solo un fugace saluto e ognuna a casa sua.
Grazie Mariangela,
Emma

Vi invito a vedere questo spezzone di tre minuti… emozionante anch’esso.

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Andrea Camilleri #1

Antonio Manzini presenta La voce di notte, la nuova storia del commissario Montalbano scritta dal Maestro Camilleri.
Ci troviamo a Roma, all’evento graditissimo a chi ama i libri Più libri più liberi.
Ho filmato vari momenti di questa presentazione e vorrei proporveli, per condividere non solo la sua inarrivabile maestria, ma anche la simpatia e l’acuta ironia che contraddistinguono Camilleri-uomo in ogni occasione.

Buona visione

by Emma Saponaro

Caro amico ti scrivo… Grazie, Lucio

Lucio Dalla ci ha lasciati oggi, 1° marzo 2012, a soli tre giorni dal suo sessantanovesimo compleanno. Tento di scegliere uno dei tanti suoi testi che mi abbia particolarmente colpita, ma sono tanti, troppi, specialmente quelli del primo periodo. Sono cresciuta sopra le sue note, le sue parole, e non nascondo che l’ho seguito con profonda emozione fino agli anni Ottanta, poi di meno. Cerco, quindi, di scegliere tra “Com’è profondo il mare” e “4 marzo 1943”, conosciuta anche come Gesù bambino, ma poi mi vengono in mente “Quale allegria”, “Anna e Marco”, “Futura” e tante altre, e non so più scegliere. Allora cerco di allontanare la sua musica e concentrarmi sui testi, visto che solo questi possono essere trasportati su una pagina di blog. Ho deciso: prendo qualche verso qua e là e lo imprimo su questo post, lanciando così  il mio saluto a un grande artista, che per tanti anni ha costituito il punto di riferimento della mia generazione, e le cui canzoni sono state emozionanti colonne sonore di momenti della nostra giovinezza. Ciao Lucio, forse come dicevi tu questa è solo la prima parte della nostra vita.

È eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato” [Lucio Dalla]

Cosi’ lei resto’ sola nella stanza,
la stanza sul porto
con l’unico vestito ogni giorno piu’ corto
e benche’ non sapesse il nome
e neppure il paese
mi aspetto’ come un dono d’amore fin dal primo mese
4/3/1943

…e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Futura

Girando ancora un poco ho incontrato uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un pò stravolta e mi dice “sono di Berlino”.
Disperato erotico stump

E la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle.
Io li sotto ero uno sputo
e ho detto “olé sono perduto”.
La notte sta morendo
ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me, l’ho già detto,
che voleva prenderti per mano
e volare sopra un tetto…
La sera dei miracoli

Una famiglia vera e propria non ce l’ho
e la mia casa è Piazza Grande,
a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho.
Piazza Grande

Intanto un mistico
Forse un aviatore
Inventò la commozione
Che rimise d’accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com’è profondo il mare

ma l’america e’ lontana
dall’altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura
e la luna in un silenzio
ora si avvicina
con un mucchio di stelle
cade per strada
luna che cammina
luna di citta’
Anna e Marco

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità
L’anno che verrà

Colazione da Tiffany

Sono rimasta catturata dalla lettura di questo romanzo che ha portato all’apice la fama di Truman Capote. Catturata e stupita. Pensavo, sbagliando, si trattasse di una lettura leggera, romantica, probabilmente perché influenzata dal tono superficiale trasferito nel film omonimo diretto da Blake Edwards.
Capote ci presenta Holly, la protagonista, attraverso una costruzione psicologica che affascina, scandalizza e stupisce. Propongo qui di seguito un passo che mi è piaciuto molto e che racchiude, a mio avviso, l’essenza che caratterizza Holly, figura che all’epoca della pubblicazione del libro, il 1958, suscitò polemiche e pareri contrastanti.
«Non amate mai una creatura selvatica, signor Bell,» lo ammonì Holly. «È stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava sempre a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un’ala spezzata. E una volta un gatto selvatico adulto con una zampa rotta. Ma non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo.»
Buona lettura!

Centocinquanta Auguri, Italia!

L’italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra.
Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.

(Sandro Pertini)

Piangi, che ben hai donde, Italia mia.
(Giacomo Leopardi)

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
(Dante Alighieri)